MINNITI SUL GIOCO D’AZZARDO – AMPLIARE RAGGIO DI CAUTELA ED INSERIRE VICINANZA CON ISTITUTI DI CREDITO

“Il gioco d’ azzardo è da considerarsi una piaga la cui diffusione è stata esponenziale in pochi semestri; difronte a ciò occorre assumere scelte coraggiose, guardando solo alla prevenzione ed al divieto”. Lo afferma il Consigliere del Pdl Mauro Minniti che già nel dicembre 2010 aveva presentato una sua prima mozione nella quale chiedeva il monitoraggio delle sale gioco esistenti e la revoca delle licenze concesse in difformità alla normativa. “Ora – spiega Minniti che sta predisponendo un Disegno di Legge in proposito – assistiamo ad una gravissima accelerazione e diffusione del fenomeno a causa di mancanza di prevenzione anche dal punto di vista legislativo, ed anche per effetto delle tecnologie informatiche che consentono ai giocatori di effettuare ragguardevoli puntate investendo grosse somme di denaro con il miraggio di facili vincite direttamente da casa”. Il problema è molto serio ed è tempo che sia affrontato con la massima responsabilità. “E’ evidente – prosegue l’esponente del PdL – che sono necessarie misure di “protezione” più strutturate, con modifiche opportune alla vigente normativa, ma mi preme sottolineare la primaria importanza della prevenzione e della disincentivazione. Ed allora se da una parte occorre ampliare il raggio di divieto di realizzazione della sale giochi, portandolo a 500 metri, dall’altra occorre introdurre anche gli sportelli bancari (compresi i bancomat) nei pressi dei quali impedire l’apertura delle sale stesse. Questo come deterrente al ritiro di denaro liquido. Occorre insomma – conclude Minniti – intervenire in modo capillare e programmatico con una azione di prevenzione rivolta soprattutto ai giovani e giovanissimi, ma anche con interventi volti a rendere più complessa possibile la disponibilità di denaro”

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CROCIFISSI NELLE AULE SCOLASTICHE A MERANO: ACCOLTA PROPOSTA MINNITI

Sui crocifissi nelle aule scolastiche, la Provincia Autonoma di Bolzano finalmente si muove ed invia le disposizioni alla Dirigente della scuola professionale alberghiera “Ritz” di Merano per ribadire il rispetto delle norme vigenti. Viene così accolta la richiesta sia di Alfonso Ponticelli della Giovane Italia di Merano, sia del Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti che in una interrogazione aveva lamentato l’assenza di questo simbolo da alcune aule scolastiche. “Purtroppo non è la prima volta che si deve intervenire in merito, non per imporre una identità religiosa che deve essere comunque rispettata e salvaguardata – afferma Minniti in una nota – quanto anche per fare rispettare le stessi disposizioni della stessa sovrintendenza scolastica che già nel 2004 ha provveduto all’invio di una circolare a tutte le scuole, affinchè i dirigenti adottassero i provvedimenti necessari ad assicurare la regolare applicazione delle disposizioni riguardanti l’esposizione del crocifisso, applicazione di cui le scuole, in quanta autonome, sono responsabili.” “Ci si aspetta però – aggiunge Ponticelli della Giovane Italia che aveva sollevato il problema – che la sovrintendenza scolastica intervenga anche con richiami ufficiali nei confronti di quei Dirigenti inadempienti. Non tanto come carattere punitivo, quanto soprattutto perché le regole, piacciano o no, devono essere rispettate anche da chi dirige un istituto ed è d’esempio per gli alunni stessi. Se infatti il Dirigente non rispetta le regole, perché dovrebbero farlo gli studenti”? Ora in una seconda interrogazione, il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti torna a chiedere quali passi anche disciplinari la Provincia Autonoma di Bolzano abbia compiuto nei confronti della Direttrice scolastica.

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SCONTO BENZINA NELLE FASCE DI CONFINE: EFFETTI PENALIZZANTI PER GLI ITALIANI?

Sulla riduzione dei costi della benzina interviene anche il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti già primo firmatario, in più occasioni, di un disegno di legge volto proprio ad abbassarne il prezzo. “E’ da anni – precisa lo stesso esponente del PdL – che conduco in merito una battaglia di giustizia all’interno della provincia; per questo credo che la soluzione in vigore che prevede la riduzione di 27 centesimi il litro a chi abita entro 10 km dal confine e di 20 centesimi per le distanze fino a 20 chilometri sia iniqua, insufficiente se non addirittura penalizzante per tutti quei cittadini che risiedono oltre tale distanza e in gran parte di lingua italiana, se si pensa che Bolzano, Merano e Laives, così come Bressanone, rimangono esclusi da questo beneficio. Il mio progetto – chiarisce ancora Minniti – riguarda soluzioni analoghe per tutti i cittadini della provincia. La disposizione attuale, è invece più limitativa e circoscritta solo ad taluni Comuni, di fatto discriminando alcuni cittadini della provincia che rimangono esclusi dalle fasce di riduzione e quindi impossibilitati ad accedere al prezzo ridotto.”

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LA SOGLIA “POLITICA” PENALIZZA GLI INQUILINI IPES

“Quali sono i motivi per cui da una parte la Provincia riconosce una soglia limite “sociale” al di sotto della quale non si può vivere mentre dall’altra rinnega questo limite, creando una soglia “politica” penalizzante confronto alla prima”? Lo chiede in una interrogazione il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti. Nel suo documento l’esponente del PdL denuncia “una incomprensibile asimmetria che penalizza i beneficiari del sussidio casa e gli stessi inquilini IPES ai quali la Provincia detrae una quota di minimo vitale (o quota base) largamente inferiore a quella valutata per tutti gli altri casi sociali, riducendo di conseguenza anche l’entità del sussidio stesso ed aumentando il canone di affitto.” Nel mirino di Minniti è proprio la disparità della detrazione. Per esempio, nel caso del “minimo vitale” nel settore edilizio relativo al sussidio si considera una quota di detrazione pari a poco più di 4.800 € all’anno per ogni singolo cittadino, quasi 5.900 € per nuclei familiari formati da due persone (intese come coniugi) quale limite necessario per vivere. Ma per il “piano di armonizzazione”, che interviene su tutti gli altri casi sociali, il cosiddetto reddito minimo di inserimento necessario per vivere e quindi che viene detratto è invece fissato per lo stesso anno 2012 in 7.167 euro l’anno per due persone ovvero 5.973 euro per nucleo familiare monoparentale. “In sostanza – aggiunge Minniti – nella nostra provincia a coloro che chiedono agevolazioni IPES si continuerà a considerare un minimo vitale annuale anche di oltre 3.500 euro inferiore a quello considerato dal piano di armonizzazione che viene applicato per esempio per la determinazione delle rette degli asili nido, dei servizi per gli anziani e per i disabili. Occorre – prosegue l’esponente del PdL – che si riconosca, insomma, un’analoga soglia sociale al di sotto della quale non si può vivere, ovvero eliminare la soglia “politica” adottata nelle normativesull’edilizia sociale altrimenti soprattutto i single, i vedovi, ma anche le giovani coppie o gli anziani, continueranno ad essere penalizzati confronto ad altri soggetti che presentano medesime condizioni economiche”, conclude Minniti.

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MINNITI: L’IMU E’ UN SALASSO SUL QUALE I COMUNI NON DEVONO SPECULARE

Dichiara una grave preoccupazione anche il Consigliere provinciale del Pdl Mauro Minniti sull’ applicazione dell’ IMU in Alto Adige e della delega ai Comuni, prevista dalla nuova normativa. “Anche se è vero che la la nuova imposta IMU sarà colcolata in base agli attuali valori delle rendite catastali, che rappresentano un valore monetario necessario per valutare un unita’ immobiliare da un punto di vista fiscale – afferma in una nota l’esponente del PdL – è anche vero che ci sarà un grave innalzamento, di circa il 60%, dei moltiplicatori catastali e, conseguentemente, un inasprimento grave dell’ imposta. Ne risulta comunque l’ attribuzione di maggior valore all’ un immobile. Per fare un esempio – continua Minniti – supponiamo di abitare in una prima casa del valore catastale di 100.000 Euro; fino ad oggi niente ICI ma da oggi, a causa del moltiplicatore di 1,6 previsto per la prima casa pagheremo l’ IMU del 4,6 x 1000 su 160.000 Euro. Pur togliendo la deduzione proposta dalla provincia di 200,00 Euro il cittadino si trova a pagare 536,00 Euro all’ anno contro il nulla dell’anno precedente. Insomma – prosegue il Consigliere del PdL – l’intervento della Provincia di 200,00 euro (per un totale di 18 euro al mese) pare davvero insufficiente e sembra quasi offensivo. E’ ovvio che in questo quadro desolante per le famiglie, i Sindaci dell’Alto Adige devono prendersi l’impegno di mantenere le aliquote IMU al minimo per le prime case e attività produttive, agricole, commerciali ed artigianali. In questo periodo di sempre più grave crisi infatti – dice ancora l’esponente politico del PdL – è importante fare attenzione anche alle necessità delle imprese, che sono il motore della nostra economia e fonte di reddito e di lavoro per un’ampia parte della popolazione. Anche millantare che la mancata riscossione dell’ IMU andrebbe ad incidere sui servizi del Comune suona quasi come una ripicca o una minaccia per i cittadini che vedono i Comuni, specialmente nelle città, impegnare un numero esagerato di fondi per manifestazioni, feste, grandi opere urbanistiche.”Sottolinea poi il consigliere del Pdl che “anche per gli anziani ricoverati in case di riposo pubbliche o private, l’ IMU, rischia di diventare un vero e proprio salasso senza precedenti poiché agli immobili di loro proprietà verrà applicata l’ aliquota prevista per le seconde case. Questa misura ha carattere di immoralità poiché grava le famiglie e gli anziani o i malati ricoverati in strutture residenziali che già pagano rette altissime”, conclude Minniti

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SINIGO: TRANSITO SOLO PER RESIDENTI

“Le notizie riguardanti l’enorme flusso automobilistico attraverso Sinigo sono allarmanti e testimoni di una situazione che vede inattivi Comune e Provincia”. Lo afferma il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti secondo il quale “tutte le proposte avanzate da anni dal sottoscritto per evitare il verificarsi di tale situazione, sono sempre state respinte; e questi sono i risultati”. Minniti fa riferimento alle sue diverse idee circa la realizzazione di uno svincolo in zona Rabbiosi, in sostituzione o in aggiunta dell’attuale, o l’indicazione di uscita per Merano e Maia Alta all’altezza di Marlengo, piuttosto che l’attuale che porta il flusso automobilistico, anche turistico, ad attraversare proprio Sinigo, proposte peraltro anche del Comitato di quartiere. “Quest’ultima è una soluzione che non richiede un ingegno particolare, ma utilissima a deviare gran parte del traffico. L’alternativa – aggiunge Minniti – sarebbe quella di creare un’area off limits per chi non risiede a Sinigo, così come è stata giustamente creata in via Manzoni. Il transito sulla ex statale 38 deve essere permesso solo a chi risiede nella Frazione o lavora nelle aziende che hanno sede a Sinigo. Non è accettabile che vi sia questa indifferenza palese degli enti pubblici che potrebbero incidere sulla riduzione della viabilità della Frazione, ma di fatto rimangono inconcludenti”. Per l’esponente del PdL “purtroppo alle parole secondo cui tutti riconoscono la necessità di rivalutare e rivitalizzare Sinigo, non seguono i fatti e le promesse espresse in campagna elettorale diventano lettera morta. Ci vuole coerenza e coraggio – afferma Minniti – per stabilire interventi appropriati a beneficio di una Frazione che è parte integrante della nostra città, ma che sempre più Comune e Provincia stanno trasformando come inutile passaggio obbligato verso la città, passaggio che crea, oltre all’inquinamento, anche pericoli e disagi di ogni tipo che anche il cittadino di Sinigo non merita.”

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MANIFESTAZIONE SCHUETZEN A MERANO – SONO MOLTI A GIUDICARLA INOPPORTUNA, ANCHE FRA IL GRUPPO TEDESCO

“Ma se l’evento che si intende celebrare accadde nella notte fra il 16 e 17 novembre di oltre duecento anni fa, perché si organizza una cerimonia in maggio”? Se lo chiede il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti relativamente all’iniziativa degli Schuetzen prevista a Merano il giorno precedente all’adunata nazionale degli alpini. Secondo l’esponente del PdL “ognuno è libero di manifestare ed onorare i propri sentimenti, ma con tutta onestà questo anticipo sulla scadenza naturale viene letta da più parti come una inutile provocazione che rischia di inasprire il clima di quei giorni di adunata nazionale che deve essere e rimanere un clima di festa in tutta la provincia. Certamente – aggiunge Minniti – appare una decisione inopportuna anche per molti cittadini di lingua tedesca e confidare in un ripensamento da parte degli Schuetzen credo sia ovviamente l’auspicio che in tanti nutrono.”

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SUSSIDIO CASA: A MERANO AUMENTANO I CONTRIBUTI AGLI STRANIERI

A Merano, il 33% dei sussidi casa viene assegnato alla popolazione straniera. E’ il dato che emerge dalla risposta alla interrogazione del Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti. Nell’anno precedente, il 2010, era al 31%. Ai cittadini di lingua italiana in riva al Passirio, invece, le assegnazioni sono di poco inferiori al 30%, con una riduzione di quasi l’1% confronto al dato di dodici mesi prima. Infine, in un anno le domande approvate sono calate di quasi l’8%. “Pensando alla crisi che ha investito anche molte famiglie meranesi – afferma Minniti in una nota a commento di questi dati – questa realtà che emerge dall’IPES stride, poichè lascia ingenerare la sensazione che il sussidio non risponda compiutamente alle necessità economiche della popolazione locale, evidentemente tenendo troppo bassi alcuni parametri che non fotografano l’esatta situazione di povertà a Merano. Peraltro, nei due anni in esame, la domanda è stata la stessa (quasi il 30% per gli italiani) e si è addirittura ridotta per gli stranieri, passando dal 35 al 33% che però vedono crescere, appunto, il beneficio. Insomma – conclude Minniti – se la riforma dell’edilizia sociale intende rivedere la formula del sussidio casa è bene anche che si tengano maggiormente in considerazione alcuni indici valoriali capaci di rappresentare più correttamente la necessità della popolazione di lingua italiana”

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PRIMARIATI OSPEDALIERI: UN DEFICIT DEL 5,5% PER IL GRUPPO ITALIANO

Un deficit di rappresentanza a livello di primariati ospedalieri di quasi il 6%. E’ quello che rileva il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti sulla base della risposta ricevuta alla interrogazione presentata ancora lo scorso mese in merito alla copertura dei primariati presso gli ospedali della provincia di Bolzano. Una sottorappresentazione linguistica che l’esponente del PdL giudica “se non preoccupante, per lo meno indicativa della necessità che la proporzionale deve essere e rimanere uno strumento di tutela della Comunità altoatesina, anche e soprattutto di quella italiana. Senza questo importante dispositivo di equilibrio infatti – afferma Minniti – la situazione potrebbe essere anche peggiore; folle, a questo punto, è richiederne l’abolizione, perché non ci sarebbe più alcuna garanzia di occupazione nel pubblico impiego. Giusto è chiederne, invece, il rispetto”. L’esponente del PdL rileva che su 82 primariati ospedalieri ricoperti in provincia, solo il 22% circa è assegnato al gruppo italiano che beneficia della copertura di un maggior numero di “servizi” (13 su 25), non paragonabile però ai primariati. “C’è peraltro una distribuzione iniqua all’interno dei comprensori sanitari – afferma ancora Minniti – che tende a creare erroneamente un enclave su Bolzano, lasciando sguarnita la periferia, dove il paziente di lingua italiana vuole comunque trovare un referente primariale del proprio gruppo linguistico.” In effetti, i dati in possesso all’esponente del centrodestra altoatesino evidenziano una sovraesposizione primariale presso l’ospedale di Bolzano (+8%) ed una conseguente sottoesposizione nei comprensori di Merano e Bressanone dove il deficit è pari al 7% nel primo caso ed al 2% nel secondo. “La sofferenza su Merano è grave – aggiunge ancora Minniti – perché se è vero che il comprensorio riguarda anche tutta la val Venosta, è peraltro vero che la città del Passirio è la seconda di tutta la provincia, con una rappresentanza italiana di quasi il 50%. Nello stesso comprensorio, peraltro, il gruppo italiano è al 16% ma ricopre primariati solo per il 9%. Occorre – sottolinea il Consigliere provinciale del PdL – che si cerchi un maggior equilibrio nella distribuzione di queste importanti cariche mediche che significano anche rappresentanza e rappresentatività qualificata per un gruppo linguistico, pensando pure all’importanza che può rivestire avere, pure in periferia come al centro, un referente che parli la propria lingua. Insomma – conclude Minniti – al gruppo italiano non si può chiedere di accontentarsi di ricoprire posti di responsabilità solo nei servizi come se essi avessero, con tutto il rispetto, lo stesso “peso” di un primariato”. Ora Minniti, con una nuova interrogazione, intende fare il punto anche suk “peso” dei singoli primariati assegnati a medici di lingua italiana, accertando il numero dei posti letto che vengono gestiti da ogni reparto.

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MEMC: NUOVA INIZIATIVA DI MINNITI (PDL) – COMUNE E PROVINCIA RIDUCANO O CONGELINO I COSTI DELLE TARIFFE E DEI MUTUI A CARICO DEI CASSAINTEGRATI

Sostenere le famiglie MEMC in difficoltà attraverso il congelamento o la riduzione delle spese pubbliche che devono sostenere, in particolar modo per i figli o i genitori anziani. Lo chiede il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti in una interrogazione e mozione presentate in mattinata alla presidenza del Consiglio. “La cassa integrazione che ha colpito oltre 300 famiglie – scrive l’esponente del PdL nei suoi documenti – ha posto le stesse in una evidente difficoltà economica. Credo che gli Enti pubblici, però, possano e debbano fare molto di più per andare incontro alle esigenze di queste famiglie, anche con azioni immediate, ovvero con iniziative che non siano solo attendiste di una decisione che assume l’azienda. Abbiamo sentito in questi giorni per esempio – prosegue Minniti – che molte famiglie hanno figli all’asilo nido, oppure alla scuola materna o che devono usare le mense scolastiche; così come si è anche saputo che altre hanno da pagare un mutuo per l’acquisto della casa, mutuo acceso magari con la provincia, piuttosto che con Istituti privati, o ancora soggetti al pagamento di rette per la lungodegenza. Difronte a queste situazioni, quindi – spiega ancora il Consigliere meranese – ritengo che Comune di Merano e la Provincia, ognuno per propria competenza, possano intervenire o riducendo le rette, le tariffe, le rate a cui devono fare fronte le famiglie dei dipendenti in cassaintegrazione, oppure addirittura congelando le stesse per un certo periodo in maniera da ridurre anche le spese che i nuclei familiari interessati ai provvedimenti della MEMC devono mensilmente affrontare”, conclude Minniti.

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