TUTELA AREE URBANE – PIU’ SERVIZI E MENO DISAGI NEI QUARTIERI DI MERANO

“Più servizi e più sicurezza, meno traffico, meno pericoli e meno disagi. Insomma, meritano certamente più attenzioni i quartieri di Merano”. Lo afferma il consigliere provinciale del Pdl Mauro Minniti che in un esame attento effettuato in questi mesi ha rilevato come negli ultimi anni gli interventi per i quartieri meranesi sono stati pressoché nulli e, paradossalmente, quelli effettuati sono stati portatori più di disagi che di crescita dei quartieri stessi. Un limite che la nostra città si porta appresso ormai da diverse Amministrazioni comunali. Nella sua analisi Minniti cita esempi per tutti i quartieri meranesi: dalla problematica decennale irrisolta dei nomadi a Santa Maria Assunta, a quello della via Petrarca dove annualmente transitano milioni di macchine coma avviene su un circonvallazione, dal rifiuto pressoché totale delle proposte per un rilancio di Sinigo  al caso esploso questa estate presso il Rione Marlengo dove ASM e Comune vogliono realizzare un centro per la raccolta dei rifiuti. “Credo inoltre – sostiene ancora l’esponente del PdL – che la Giunta comunale si debba fare carico di creare dei servizi nei quartieri che sono privi di strutture importanti come per esempio negozi alimentari ma anche uffici anagrafici con sportelli comunali, soprattutto per evitare alle persone più anziane e con difficoltà di movimento a doversi recare in centro, farmacie e ambulatori medici. Sono conscio del fatto – dice ancora Minniti – che non tutto ciò è di competenza del Comune. Ma è certamente competenza dell’amministrazione comunale adoperarsi per creare nuove opportunità di crescita dei quartieri stessi opportunità che si individuano anche appunto con i servizi in questione.”
Minniti sottolinea come “sia giunto ormai il momento per ripensare i comitati di quartiere e dare loro una veste istituzionale che significa assegnare agli stessi anche dei poteri decisionali circoscritti, necessari allo sviluppo dell’area urbana in cui i cittadini risiedono.
Questa considerazione ripropone una volta di più – afferma Minniti – la necessità che i comitati di quartiere debbano essere non solo consultati maggiormente dall’Amministrazione ma anche ascoltati seriamente al punto da considerarli come complementari alla gestione del quartiere stesso. Peraltro – prosegue l’esponente del PdL – ritengo inammissibile che le richieste da essi prodotte non trovino sostanzialmente mai un riscontro positivo”.

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UNA FIRMA AL MINUTO CONTRO IL CENTRO DI RICICLAGGIO – COSTRUIRE CHIEDE INCONTRO CON SINDACO PER CONSEGNARE LE FIRME

“Abbiamo inoltrato richiesta di incontro con l’Amministrazione comunale volto alla consegna delle firme raccolte contro il centro di raccolta dei rifiuti presso il Rione Marlengo affinché l’amministrazione tenga in considerazione gli abitanti della zona. Questo perché sugli errori che l’Amministrazione comunale commette a danno di un quartiere, non può calare il silenzio, ancor più quando ad esprimere la propria contrarietà sono i cittadini. ” Lo annuncia Alfonso Ponticelli, vice-Presidente di COSTRUIRE – Libera Associazione che nel mese di agosto, nell’arco di sole 7 ore in cinque giorni diversi ha raccolto quasi 200 firme, in pratica una ogni minuto contro tale centro di riciclaggio. “Il centro di riciclaggio in quella zona significa – continua Ponticelli – un ulteriore aumento del traffico, un aumento dell’inquinamento, dei pericoli ed un forte deprezzamento degli immobili.” “Ci sembra quasi – afferma dal canto suo il Presidente dell’Associazione Mauro Minniti – che il rione Marlengo stia diventando la Sinigo della città, visto che le amministrazioni comunali, a causa di quell’immenso areale che è l’ex Bosin, stanno ubicando tutto ciò che è possibile in tale zona”.

Come è noto, la raccolta di firme era partita nella scorsa estate appena si era venuti a conoscenza della volontà dell’amministrazione di voler ubicare il centro di riciclaggio sull’area ex Bosin, trasferendolo così da Lana ove funziona perfettamente. “Ma sembra che qualche politico meranese non l’abbia presa bene”, ironizza ancora Ponticelli, “difficile infatti non collegare la sanzione amministrativa ricevuta di quasi 200 euro per aver affisso un volantino sulle porte di ingresso dei condomini al fine di informare la popolazione dell’iniziativa, come se la nostra presenza non fosse gradita a chi, magari, avrebbe dovuto esserci, ma non è venuto ad ascoltare la popolazione”.

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ACCATTONAGGIO CON ANIMALI: LA PROVINCIA D’ACCORDO CON MINNITI – VIETARE LA PRATICA

Contro l’uso degli animali a scopi di accattonaggio si schiera anche la Provincia Autonoma di Bolzano. Lo fa sapere l’assessore provinciale Hans Berger al Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti che nelle scorse settimane aveva inviato una lettera al sindaco di Merano ed una interrogazione alla Giunta provinciale affinchè si operasse per frenare e impedire questa pratica. E se dal Comune tutto tace, benché spetterebbe proprio al Sindaco la competenza in merito quale autorità di pubblica sicurezza, la Provincia si è invece attivata nella direzione auspicata da Minniti tanto da chiedere al Ministero competente di inserire nella normativa vigente il divieto dell’impiego di animali per l’accattonaggio. “E’ un buon risultato anche se siamo a metà dell’opera”, afferma ora soddisfatto l’esponente del PdL che in città si era fatto promotore dell’iniziativa a seguito delle iniziative intraprese dalle Associazioni degli animalisti. “E’ indubbio comunque – prosegue Minniti – che questa pratica deve essere immediatamente impedita poiché è inaccettabile che si permetta lo sfruttamento di bestiole, spesso mutilate apposta quindi oggetto di violenze raccapriccianti, per circuire i cittadini”. Rimane l’amarezza per il ritardo del Comune in proposito: “mi risulta la presenza di alcuni regolamenti comunali presenti in città come Roma o Torino, in base ai quali si vieta categoricamente l’uso di animali di qualsiasi specie ed età per la pratica dell’accattonaggio prevedendo addirittura la confisca dell’animale a salvaguardia dello stesso. Non mi è chiaro, però, – sottolinea ancora Minniti in proposito – cosa preveda in merito il Regolamento del Comune di Merano, ovvero se la pratica dell’accattonaggio con animali sia tassativamente vietata o se essa venga impedita solo qualora l’animale possa produrre pietà tale dal favorire l’elemosina. Se dovesse essere questa l’impostazione del Regolamento del nostro Comune, francamente non si comprendono i motivi per cui si consentirebbe l’uso e l’abuso di bestiole comunque sofferenti. E, senza aspettare normative nazionali che hanno spesso tempi di approvazione lunghi, intervenire in maniera diretta prevedendo la confisca dell’animale qualora detta pratica fosse vietata”.

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AREA EX-BERSAGLIO: OCCORRE CONFERMARE L’IMPEGNO

“A che punto sono le trattative per la cessione dell’ex Bersaglio di Merano alle società sportive Sport Club e ASM?”. Lo chiede in una interrogazione il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti che già in passato si era interessato della questione tanto da essere il promotore della doppia assegnazione della struttura, una volta che la Provincia l’avesse riacquisita dall’attuale gestore. Come si ricorda, la vicenda era stata al centro di una polemica qualche mese fa, vicenda che poi aveva visto tutti concordi nel prevedere l’assegnazione dello stabile, una volta assegnato all’ambiente sportivo, alle due maggiori società sportive meranesi. Da allora, però, non sembrano essere sorte novità in merito, tanto che sull’ex Bersaglio è calato il silenzio. Ora Minniti vuole riproporre la problematica ed accertare che quelle voci siano tuttora confermate. “Le società sportive a Merano hanno indubbiamente bisogno di spazi; l’ASM, da quanto mi consta, si trova in una grossa deficienza in questo senso, per questo si era visto con entusiasmo l’impegno del Presidente della Giunta provinciale dott. Luis Durnwalder  di riservare, in proporzione al numero delle sezioni delle due società, la struttura. Anche se ciò, come auspicabile, dovesse avvenire solo con il gennaio 2013, credo che Sport Club e ASM debbano poter avere un minimo di garanzie, in maniera da poter programmare la propria attività futura”, conclude Minniti.

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INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E PM10: MINNITI CHIEDE UN MONITORAGGIO NELLA ZONA DEL RIONE MARLENGO

Monitorare le PM10 e l’inquinamento elettromagnetico presso l’area del rione Marlengo al centro di pericoli a di questo genere. Lo chiede in una interrogazione il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti. “Da tempo nella zona in questione sono presenti tre antenne della telefonia mobile, una centrale ed una sottocentrale elettrica”, fa notare l’esponente del PdL secondo il quale “ciò preoccupa comprensibilmente la popolazione residente per gli effetti che le onde elettromagnetiche possono provocare e sulle quali la stessa OMS ha adottato il principio di cautela. Occorre insomma – suggerisce Minniti – che si esegua un controllo sull’entità delle emissioni, per accertare l’esistenza del rischio o, auspicabilmente, l’infondatezza del timore.” Il Consigliere del PdL poi sottolinea anche il preoccupante flusso veicolare nella zona. “Secondo alcune informazione – precisa – mi risulta che avrebbero dovuto essere solo 3000 i permessi per il transito in via Marlengo. Ma, probabilmente anche a causa dei pochi controlli da parte dei vigili urbani per probabile carenza di personale, i transiti automobilistici registrano quotidianamente un numero assai elevato di veicoli. L’inquinamento alquanto elevato prodotto dal passaggio dei mezzi, aumenta con il semaforo rosso o al passaggio a livello con le sbarre abbassate, anche per 8/10 minuti, poiché non tutti gli automobilisti spengono il motore della propria vettura. Anche su questo aspetto occorre fare una attenta analisi delle PM10 – sostiene Minniti – accertando magari anche il numero di passaggi quotidiani lungo la via Marlengo ed invitando dal canto suo il Comune ad aumentare i controlli sui permessi dei transiti.

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ACCIAIERIE DI BOLZANO: PROVINCIA E COMUNE EVITINO CONDIZIONI CHE POSSANO CREARE LA CHIUSURA DELLA STRUTTURA

“Salvaguardare le Acciaierie di Bolzano, tutelandone la permanenza in Provincia anche oltre il 2025 con interventi adeguati da parte della Provincia. Ciò deve ovviamente passare in primo luogo attraverso una programmazione che deve scongiurare anche solo il rischio di una chiusura del reparto acciaierie”. Lo afferma il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti che nei giorni scorsi ha potuto accertare le problematiche dell’importante struttura vicentina di Bolzano. “Le Acciaierie sono un indispensabile punto di riferimento professionale per almeno 500 lavoratori, che significa garanzia sociale per quasi 2000 persone.  Ad esse la Provincia deve guardare quando assume decisioni riguardanti la zona Industriale di Bolzano. Si tratta di interventi politici più che strutturali relativi per esempio all’eccessivo canone di affitto dell’area, come pure ad una normativa acustica che deve essere più stabile per garantire all’Azienda una definitiva predisposizione dei sistemi di monitoraggio e di attenuazione dei rumori. Le continua modifiche alla normativa sui rumori, infatti, obbliga l’Azienda a continui aggiornamenti che significano ingenti spese. Ma occorrono – prosegue Minniti – anche scelte certe per la zonizzazione dell’area, che significa programmazione della stessa per il futuro. Ancora oggi non si sa se siamo in presenza di una zona ad alta media o bassa densità industriale. L’assenza di una zonizzazione – afferma l’esponente del PdL – ingenera peraltro la sensazione che con il 2025 Comune e Provincia abbiano altri interessi sui terreni ora occupati dalla Valbruna. Questa indecisione e precarietà può rischiare di indurre la proprietà delle Acciaierie a decisioni che tendano ad escludere lo stabilimento bolzanino dalla produzione futura. Sono insomma molto preoccupato – aggiunge ancora Minniti – per i segnali non certo positivi che, da qualche tempo, provengono dalle istituzioni locali.” La Valbruna ha 38 filiali al mondo e nonostante la crisi mondiale del 2009 ha cercato di evitare la cassa integrazione, continuando a produrre, trovandosi quindi pronta alla ripartenza del mercati nel 2010. “Una scelta che è stata lungimirante quella della proprietà – commenta il Consigliere pidiellino – che dimostra la serietà dell’Azienda e la capacità di fare fronte alle difficoltà. Ma è ovvio che anche le Amministrazioni locali devono fare la propria parte per evitare che si creino le condizioni per una chiusura della struttura. Ed occorre operare, per una volta, non sostenendo economicamente una impresa che non chiede aiuti economici, ma riconoscendo il valore della stessa anche nella salvaguardia dell’occupazione, attraverso disposizioni chiare, stabili e che tengano anche conto delle necessità produttive dall’Azienda stessa in maniera che essa abbia una certezza della continuità produttiva. Per esempio, tra il resto, è incomprensibile che, benché i fabbricati interni siano della Provincia essa stessa pretenda che l’adeguamento alle normative riguardanti l’eliminazione dell’amianto venga compiuto dalle Acciaierie.”. In merito ora Minniti ha presentato una interrogazione in Provincia.

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TUTELA AREE URBANE – PIU’ SERVIZI E MENO DISAGI NEI QUARTIERI DI MERANO

“Più servizi e più sicurezza, meno traffico, meno pericoli e meno disagi. Insomma, meritano certamente più attenzioni i quartieri di Merano”. Lo afferma il consigliere provinciale del Pdl Mauro Minniti che in un esame attento effettuato in questi mesi ha rilevato come negli ultimi anni gli interventi per i quartieri meranesi sono stati pressoché nulli e, paradossalmente, quelli effettuati sono stati portatori più di disagi che di crescita dei quartieri stessi. Un limite che la nostra città si porta appresso ormai da diverse Amministrazioni comunali. Nella sua analisi Minniti cita esempi per tutti i quartieri meranesi: dalla problematica decennale irrisolta dei nomadi a Santa Maria Assunta, a quello della via Petrarca dove annualmente transitano milioni di macchine come avviene su una circonvallazione, dal rifiuto pressoché totale delle proposte per un rilancio di Sinigo  al caso esploso questa estate presso il Rione Marlengo dove ASM e Comune vogliono realizzare un centro per la raccolta dei rifiuti. “Credo inoltre – sostiene ancora l’esponente del PdL – che la Giunta comunale si debba fare carico di creare dei servizi nei quartieri che sono privi di strutture importanti come per esempio farmacie e ambulatori medici ma anche uffici anagrafici con sportelli comunali, soprattutto per evitare alle persone più anziane e con difficoltà di movimento a doversi recare in centro. Sono conscio del fatto – dice ancora Minniti – che non tutto ciò è di competenza del Comune. Ma è certamente competenza dell’amministrazione comunale adoperarsi per creare nuove opportunità di crescita dei quartieri stessi opportunità che si individuano anche appunto con i servizi in questione e non con centri di raccolta rifiuti.”
Minniti sottolinea come “sia giunto ormai il momento per ripensare i comitati di quartiere e dare loro una veste istituzionale che significa assegnare agli stessi anche dei poteri decisionali per quanto circoscritti, necessari però ad uno sviluppo in autonomia dell’area urbana in cui i cittadini risiedono. Questa considerazione ripropone una volta di più – afferma Minniti – la necessità che i comitati di quartiere debbano essere non solo consultati maggiormente dall’Amministrazione ma anche ascoltati seriamente al punto da considerarli come complementari alla gestione del quartiere stesso. Peraltro – conclude l’esponente del PdL – ritengo inammissibile che le richieste da essi prodotte non trovino sostanzialmente mai un riscontro positivo”.

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ALLOGGI SFITTI: MINNITI E LA GIOVANE ITALIA SPINGONO PER UNA REIMMISSIONE SUL MERCATO

“Intervenire direttamente o sollecitare gli Enti preposti a porre in essere degli incentivi o sgravi fiscali volti a rendere interessante da parte dei proprietari la locazione degli immobili sfitti o la cessione degli stessi agli istituti di edilizia sociale.” E’ quanto propone Alfonso Ponticelli, responsabile meranese della “Giovane Italia”, l’organizzazione giovanile del PdL. Secondo Ponticelli, “a Merano risultano esserci quasi 1.500 alloggi sfitti che potrebbero, anche solo in parte, essere rimessi sul mercato immobiliare mediante determinati interventi mirati. Sappiamo che la nostra carta costituzione tutela la proprietà privata – ricordo lo stesso esponente della GI – e che essendo un diritto assoluto, attribuisce al proprietario la facoltà di disporne nel modo in cui ritiene più opportuno. Riteniamo però idoneo e propositivo un intervento di tutti gli enti preposti ad incentivare l’immissione di tali alloggi sul mercato”. La proposta ora viene fatta propria dal Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti, in una mozione presentata all’assessore provinciale competente, Secondo Minniti “potrebbe essere interessante introdurre alcuni incentivi economici, o sgravi fiscali da riconoscere al proprietario che, persuaso da tale iniziativa potrebbe decidere di immettere tali abitazioni sul mercato sia per affittarli al privato o metterli a disposizione dell’IPES. Si tratta di alloggi – prosegue l’esponente provinciale del PdL – che potrebbero essere destinati agli invalidi, anziani, famiglie in attesa da anni di un alloggio a canone agevolato.

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Festa Tricolore a Sinigo di Merano – 3 e 4 settembre 2011

STAND GASTRONOMICI con specialità della Casa TRIPPA,  lotteria, musica e spettacolo per bambiniSabato e Domenica dalle ore 16.00 alle ore 18.00 CLOWN DUENDE, il naso rosso potrà apparire e scomparire … il bambino in noi potrà essere risvegliato!

Sabato e Domenica dalle ore 16.00 alle ore 24.00 musica dal vivo con il duo RELE’ SOUND

Mostra della bandiera Italiana

Lotteria a solo 1 euro a Biglietto e 200 premi messi in palio :
1 Premio : Computer Asus Eee Top, touch screen
2 Premio : Televisore Lcd 19″
3 Premio : Bicicletta
4 e 5 Premio : Cellulare Samsung
e tanti altri ancora….

E ANCHE UN TORNEO DI CALCETTO CHE SI ARTICOLA TRA SABATO E DOMENICA….  CON PREMIAZIONE DOMENICA SERA

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NON SOLO SINGOLI QUESTUANTI. ACCATTONAGGIO CON ANIMALI: MINNITI SCRIVE AL SINDACO DI MERANO “PERCHE’ LA PRATICA VIENE CONCESSA?”

“Animali a scopi di accattonaggio? La pratica deve essere immediatamente impedita poiché è inaccettabile che si permetta lo sfruttamento di bestiole, spesso volutamente mutilate, per circuire i cittadini”. Lo sostiene il Presidente del Consiglio provinciale Mauro Minniti che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Sindaco di Merano Guenther Januth in merito alla denuncia di alcune associazioni animaliste apparsa nei giorni scorsi su organi di informazione cittadini.
“Sono a conoscenza, al riguardo, – afferma Minniti nella sua missiva – di alcuni regolamenti comunali presenti in città come Roma o Torino, in base ai quali si vieta categoricamente l’uso di animali di qualsiasi specie ed età per la pratica dell’accattonaggio prevedendo addirittura la confisca dell’animale a salvaguardia dello stesso. Non mi è chiaro, però, – prosegue il Presidente del Consiglio provinciale – cosa preveda in merito il Regolamento del Comune di Merano, ovvero se la pratica dell’accattonaggio con animali sia tassativamente vietata o se essa venga impedita solo qualora l’animale possa produrre pietà tale dal favorire l’elemosina. Se dovesse essere questa l’impostazione del Regolamento del nostro Comune, francamente non si comprendono i motivi per cui si consentirebbe l’uso e l’abuso di bestiole comunque sofferenti”.
Nella sua lettera a Januth, quindi, Minniti chiede chiarimenti in merito, “specificando se del caso i motivi per cui la pratica dell’accattonaggio con l’animale sia eventualmente concessa a Merano e perché si sia deciso di non procedere con la confisca dell’animale qualora detta pratica fosse accettata”.
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