La commissione sul regolamento interno del Consiglio provinciale ha raggiunto stamane un compromesso sull’art. 92. Gli ordini del giorno ai dlp saranno limitati a quattro pagine e la tanto contestata interpretazione dell’articolo fornita dall’ufficio di presidenza verrà ritirata. “Oggi siamo arrivati a un risultato importante per i lavori dell‘aula, abbiamo raggiunto un accordo sull’articolo 92 del regolamento interno.” Il presidente del Consiglio provinciale Mauro Minniti riassume così l’esito della seduta odierna della commissione per il regolamento interno. Sull’applicazione dell’art. 92, che regola la presentazione degli ordini del giorno ai disegni di legge, esisteva da tempo una polemica che anche ultimamente ha condizionato i lavori del Consiglio. Pius Leitner oggi si è detto disponibile a rivedere l’art. 92 in modo di limitare le possibilità di ricorso all’ostruzionismo, ha chiesto però che l’ufficio di presidenza ritiri la sua interpretazione dell’articolo, secondo la quale un ordine del giorno si debba limitare ad “alcune pagine”. Julia Unterberger invece ha chiesto il contrario, vale a dire di cambiare prima l’articolo e poi ritirare la delibera d’interpretazione. È stato poi il presidente Minniti a proporre il compromesso accettato da entrambe le parti: una seduta congiunta di commissione e ufficio di presidenza, prevista per il 19 settembre, in cui prima si sospende la delibera di interpretazione, poi si cambia l’art. 92 e infine si ritira l’interpretazione. Secondo l’accordo, il nuovo art. 92 dovrebbe stabilire che gli ordini del giorno, non emendabili, possano consistere al massimo di quattro pagine. Se la commissione accetta all’unanimità il nuovo art. 92, l’aula potrà solo respingere o accettare, non emendare. “Era l’unica possibilità di uscire da questo vicolo cieco e l’unica via per l’opposizione per fare un passo indietro e mostrare senso di responsabilità” – afferma Pius Leitner – “e questo è stato possibile solo su una base di fiducia reciproca, una fiducia che negli ultimi giorni è stata gravemente compromessa.” “Con questo accordo chiudiamo una lunga storia di scontri”, commenta Julia Unterberger che tiene a precisare che la contestata interpretazione dell’art. 92 è stata da lei voluta proprio perché finora non era stato possibile alcun cambiamento. “Adesso che la materia del contendere è venuta meno mi appello ai ricorrenti davanti al TAR di risparmiarci inutili spese processuali e ritirare il loro ricorso.”
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