RISPETTARE LA DIGNITA’ DELLA VITA

Minniti riceve l’associazione haitiana Premio Langer 2011 Il presidente del Consiglio provinciale Mauro Minniti ha ricevuto i rappresentanti della FDDPA, premiata dalla fondazione Langer per il suo sostegno alla popolazione haitiana.   Una delegazione haitiana, a Bolzano per ritirare il premio Langer 2011, assegnato all’associazione FDDPA (Forza per la difesa dei diritti dei contadini haitiani), organizzazione impegnata nella lotta per il recupero della terra, tutt’ora nelle mani dei grandi proprietari terrieri, e nel sostegno dei contadini, è stata accolta ieri in Consiglio provinciale dal presidente Mauro Minniti. Il gruppo, guidato da Jean Bonnélus, Martine Mercier e Silius Pierre, e accompagnato dalla responsabile di Euromediterranea Sarah Trevisol, ha riferito a Minniti quanto la FDDPA sta facendo per aiutare la popolazione rurale haitiana, le cui condizioni di estrema povertà sono state aggravate dal terribile terremoto del 2010: installazione di pannelli fotovoltaici per garantire energia elettrica autonoma, costruzione di pozzi per consentire l’accesso all’acqua potabile ed evitare epidemie, corsi di formazione professionale e interventi di alfabetizzazione. Sono queste opere, prestate nell’indifferenza del governo haitiano, che hanno indotto la Fondazione Langer ad assegnare il premio 2011 all’associazione, in memoria della sua fondatrice Elane Printemps Dadoue, uccisa nel corso di una rapina nell’aprile scorso. Il presidente Minniti ha espresso ammirazione e apprezzamento per quanto fatto dall’associazione FDDPA, nonché per l’attività della Fondazione Langer: “La dignità della persona”, è stato il suo commento, “è rispettata quando la Comunità umana e le Istituzioni politiche intervengono, ognuna nella dimensione loro possibile, affinché vengano rimosse quelle condizioni di povertà, di assenza di libertà e di mancanza di pace che precludono questa dignità. In questo contesto la Fondazione Langer, che fa rivivere i princìpi di uno dei più significativi esempi umani di dedizione a questi Valori affinchè ognuno ne possa godere gli effetti, svolge con esemplare continuità, indiscutibile capacità ed irrinunciabile umanità questo ruolo, volto a creare le condizioni di dignità della persona umana che purtroppo è assente in tanti Paesi del mondo dove vige la povertà, come Haiti, la mancanza di libertà e di pace”.

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PREZZI BENZINA: MINNITI RILANCIA LA SUA PROPOSTA DI RIDURRE I PREZZI ALLA POMPA

“Destinare una quota di compartecipazione dell’accisa sulle benzine, nei limiti e secondo le modalità della normativa vigente, a favore dei cittadini residenti nei Comuni altoatesini e per le quantità erogate negli impianti di distribuzione situati nel territorio compreso nella fascia di 20 chilometri dal confine con la Svizzera o con l’Austria, anche in maniera differenziata per singoli comuni in ragione della distanza dal confine nazionale.” Rilancia il suo progetto, che porta avanti da oltre 10 anni, il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti secondo il quale “i dati emersi dallo studio effettuato in proposito ai costi dei carburanti dovrebbero convincere la Giunta provinciale a definire un quadro normativo la Giunta p provinciale a definire un quadro normativo come quello da me proposto in un apposito Disegno di legge che si trascina ormai da un decennio ed il cui scopo è una riduzione del prezzo alla pompa delle benzine per i soli cittadini residenti nella Provincia o in una parte di essa nell’ambito della quota di accisa a loro riservata “

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MINNITI: SPECULAZIONE VERGOGNOSA SULLE VITTIME DEL TERRORISMO

E’ vergognoso che i consiglieri Urzì e Seppi speculino sulle vittime degli anni del terrorismo altoatesino per il proprio tornaconto elettorale. Confermo la mia massima stima nei confronti dei Carabinieri ed il massimo rispetto nei confronti dell’uniforme che indossano; e proprio per coloro che sono sempre stati onesti e lo sono tuttora nello svolgimento del proprio dovere, è giusto riconoscere che qualcuno sbagliò commettendo degli eccessi. Lo afferma la sentenza 57 della Prima Corte di Assise di Milano del 1964. Chi lo nega, o è in malafede o è ignorante. Credo piuttosto che ogni atto di violenza debba essere denunciato e condannato, anche in rispetto di tutti coloro che sono morti in quegli anni e che hanno onorato la divisa con spirito di sacrificio. Non vorrei che i Consiglieri Urzì e Seppi, e quei pochi accoliti che li seguono come scodinzolatori professionisti, giustificassero gli atti di violenza, perché con questo metro di giudizio giustificherebbero anche gli attentatori.

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LOTTA ALLE LEUCEMIE: AUMENTANO LE DONAZIONE DEL CORDONE OMBELICALE A BOLZANO – SODDISFATTO MINNITI (PDL) PROMOTORE DELL’INIZIATIVA

Aumentano le donazioni del cordone ombelicale in Alto Adige nella lotta contro le leucemie. Dallo 0,7% del 2008, infatti, si sale al 3,14% dello scorso anno, anche se c’è da dire che solo dal 2010 il sangue del cordone ombelicale viene raccolto oltreché a Bolzano, pure a Merano, Bressanone e Brunico. Ma anche il dato del solo ospedale di Bolzano è molto positivo, superando i 4%, confronto ad uno striminzito 2% di 24 mesi fa. Raggiante è Mauro Minniti, il Consigliere del PdL che da oltre dieci anni promuove questa iniziativa e che nel dicembre 2009 vide approvare un proprio ordine del giorno che impegnava gli ospedali della provincia di Bolzano a procedere con il prelievo. “L’assessore Theiner sta mantenendo una promessa e non avevo dubbi che ciò accadesse; il sangue del cordone ombelicale delle partorienti è ricco di cellule che possono portare a guarire malattie come la leucemia, ancor più nei bambini. La scienza ha fatto passi da gigante in questo campo, basti pensare che un tempo il trapianto del midollo era l’unica speranza per un malato di leucemia ed oggi esso è pressoché l’ultima speranza. E con le cellule staminali ed i protocolli adottati, attualmente la possibilità di guarigione soprattutto per un bambino sono notevolmente aumentate. Procedere in questa direzione quindi – sottolinea l’esponente pidiellino – significa dare una speranza in più alle tante persone che si ammalano di una patologia la cui derivazione è ancora troppo misteriosa. Ovviamente – precisa ancora Minniti – non possiamo fermarci a questi importanti risultati, ma occorre proseguire su un’opera di sensibilizzazione affinchè da una parte avvenga la donazione e dall’altra ciò avvenga in tutto l’arco della giornata, sette giorni alla settimana.”

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MINNITI ALLE CELEBRAZIONI DI CIMA VALLONA (L’intervento)

LA COMUNITA’ ALTOATESINA STA FACENDO IMORTANTI PASSI AVANTI

Signora Prefetto, Amici familiari delle vittime, autorità civili, militari e religiose, quando venni invitato nel 2009, portando  per la prima volta il saluto del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, avevo promesso che avrei fatto di tutto per continuare a compiere passi avanti affinchè il sacrificio dei ragazzi di Cima Vallona, come di Malga Sasso e di tutti gli altri che perirono a causa di azioni criminose nel decennio a cavallo fra gli Anni Cinquanta e Sessanta in questa area geografica, non solo avesse piena cognizione fra le persone, ma soprattutto non venisse vanificato. E’m un impegno al quale non ho rinunciato!Ma c’è un percorso che dobbiamo continuare a fare per onorare queste vittime non solo a parole, ma con gli atti ed i fatti. E se questa è la nostra convinzione comune, come lo è la mia, non si può negare che in questi anni stiamo facendo, tutti, piccoli ma importanti passi avanti per rendere giustizia alle sofferenze subite da ogni componente umana altoatesina e non solo causate da quegli eventi. A noi la capacità di cogliere questi momenti affinchè il 45esimo anniversario di Cima Vallona, il prossimo anno, diventi finalmente un momento di raccordo definitivo, affinchè queste vittime siano rese vivibili e visibili dall’intera comunità. Ed allora non domandiamoci cosa altri possono fare allo scopo, come se fosse sempre qualcun altro a dover fare un primo passo: chiediamoci cosa noi possiamo fare in questo senso. Lungi da me il pensiero che si debbano dimenticare le vittime di quegli anni così tristi; se un uomo dimentica la storia, è destinata ad appassire anche la cultura che l’accompagna e nessuno vuole che ciò accada. Ma noi tutti sappiamo che spesso la cosa più difficile da fare e la cosa più giusta da fare, spesso sono la stessa cosa; occorre operare affinchè si giri questa pagina drammatica della nostra storia per scriverne finalmente una nuova, scriverla senza la lente deformante delle proprie convinzioni (giuste per ognuno, ma incomprensibili per ogni singolo) creando nuove basi per il futuro.  Credo che si abbia bisogno di recuperare quegli anni in tutti i suoi frammenti, per costruire assieme il domani fondato su una storia riconosciuta, se non per forza condivisa. Concludo con un auspicio che è anche impegno per noi tutti; noi tutti che sogniamo. Ma c’è chi sogna di notte e chi sogna di giorno, come noi, questa mattina, qui alle pendici di Cima Vallona; questi ultimi sono capaci di concretizzare i propri sogni diversamente dai primi i quali, al loro risveglio, si accorgono che il sogno è vano. Io sogno che il prossimo anno, per il 45 esimo della celebrazione di Cima Vallona, non difronte a noi, ma accanto a noi, al nostro fianco ci possano essere anche coloro che fino ad adesso sono stati assenti. Non mi pongo il perché ciò sia avvenuto fino ad oggi; mi pongo il quesito di come ciò possa non avvenire più. Diceva Bob Kennedy: “ci sono persone che guardano il passato e ne raccontano il perché; io amo guardare il futuro e domando: perché no?” Grazie.

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DELEGAZIONE IRACHENA IN CONSIGLIO PROVINCIALE – MINNITI: MERITEREBBERO IL NOBEL PER LA PACE

“Molto interessante” è stato definito da entrambe le parti il confronto tra il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e il primo Caucus Parlamentare per la Riconciliazione Nazionale in Iraq, ovvero il gruppo parlamentare composto da esponenti di tutte le voci etniche e religiose irakene ospitato quest’oggi,con i ministri dei Trasporti, delle Scienze e Tecnologie e della Riconciliazione, nella sede consiliare a Bolzano. In programma era uno scambio di esperienze sui temi dell’autonomia, del federalismo e della tutela delle minoranze.  All’incontro, oltre al presidente Mauro Minniti, erano presenti i segretari questori Georg Pardeller e Roland Tinkhauser e i capigruppo Andreas Pöder, Eva Klotz, Pius Leitner, Martha Stocker (in rappresentanza di Elmar Pichler Rolle), Hans Heiss (al posto di Riccardo Dello Sbarba), Maurizio Vezzali e Donato Seppi.  Il pres. Minniti ha accolto la delegazione irachena, guidata dal ministro per la Riconciliazione Amir al-Khuzai e dalla presidente del caucus Ala Talabani e accompagnata dalla responsabile del progetto «Dialogo di riconciliazione nazionale», Antonella Caruso, facendo riferimento al valore della democrazia e delle diversità, che rendono prezioso e ricco l’Iraq come la provincia di Bolzano. Ha poi ricordato l’esperienza dell’Alto Adige e dedicato un pensiero ai 30 ragazzi italiani morti nelle missioni in Iraq e tutte le vittime degli scontri in quel Paese. Ha invitato poi gli ospiti irakeni a non scoraggiarsi davanti alle battute d’arresto, e a coltivare il dialogo, che é sale della democrazia: “E costruire la democrazia significa costruire la pace”. Minniti ha aggiunto che l’aspetto multietnico e multireligioso può costituire la ricchezza dell’Irak, e che con l’incontro di oggi il Consiglio provinciale voleva “mettere il suo granello di sabbia per contribuire al ritorno in Iraq della democrazia”.  Antonella Caruso ha quindi definito la visita in Consiglio provinciale una tappa importante del progetto Dialogo per la riconciliazione nazionale in Iraq. Ha poi ricordato i traumi riportati in decenni di guerre e tensioni, sottolineato il desiderio di imparare dal passato per agire nel presente guardando al futuro, ed evidenziato l’importanza del confronto sulle reciproche esperienze di autonomia e tutela delle minoranze. È quindi intervenuta la presidente del caucus per la riconciliazione Ala Talabani, che ha spiegato la volontà di essere in provincia di Bolzano per “capire come sono stati risolti, qui, problemi di riconciliazione. Talabani ha inoltre illustrato le diversità etniche e religiose in Irak, finalmente rappresentate in Parlamento, ed evidenziato i pericoli attuali in Irak, legati al terrorismo. Ha poi sottolineto che il caucus, sostenuto da IPALMO e Ministero degli Esteri italiano, si batte per una legge elettorale che dia spazio a tutti, per una legge per l’amnistia, per la distribuzione delle ricchezze nazionali, per i rapporti Stato-regioni. Talabani ha poi ricordato le persecuzioni subite dai curdi, ma anche da sciiti e cristiani, “ma dal 2003”, ha detto, “abbiamo operato per uno Stato irakeno nuovo, basato sul rispetto dei diritti dell’uomo, principi recepiti nella Costituzione irakena, che ha escluso la parola “minoranza” preferendo la parola “componente””. Ha poi spiegato che nella costituzione irakena è stato inserito il principio federalista, e sottolineato la buona situazione che sta vivendo ora il Kurdistan, dove regnano sicurezza e stabilità che attirano anche investimenti stranieri, e che si vuole esportare ad atre regioni. Il ministro Amir al-Khuza’i ha sostenuto che quanto visto nei giorni scorsi in Alto Adige è segno della stabilità del territorio, e ricordato che di riconciliazione si parla in Irak dal 2006. Ha segnalato i pericoli di un “nuovo” terrorismo in Irak, non originario del Paese ma portato da Al Qaeda, cui si oppone la volontà di diffondere, in vario modo, la cultura della pace e del rispetto degli altri. Il presidente della Commissione Cultura nel parlamento irakeno Ahmad al Alwani ha quindi sottolineato che c’é bisogno della volontà di tutti i gruppi, compresi quelli lottato contro Al Qaeda, per arrivare la conciliazione nazionale. Ha poi evidenziato l’importanza dell’introduzione dell’amnistia, e si è augurato di incontrare i consiglieri altoatesini anche in Irak.    Stefano Queirolo Palmas, responsabile  il ministero degli Esteri nei Paesi del Golfo, ha quind spiegato l’importanza di dare sostegno a Paesi che si avviano sulla strada della democrazia.  È quindi intervenuto Schorsh Rasul, pure capogruppo in Parlamento, che ha evidenziato i molti passi avanti fatti per la riconciliazione in Iraq. In qualità di parlamentare del Kurdistan irakeno, ha poi sottolineato l’importanza di partecipazione di tutti all’amministrazione dello Stato, chiedendo anche suggerimenti in questo senso. L’on. Haydar al Molla ha quindi evidenziato che, accanto al regime di Saddam, anche l’occupazione americana dal 2003 ha avuto effetti negativi nel Paese, ed evidenziato che le recenti esperienze di Tunisia, Yemen e Siria erano state influenzate anche dall’esperienza irakena.  I consiglieri e le consigliere altoatesine hanno espresso grande interesse per la situazione irakena. Andreas Pöder  ha ritenuto che fosse “affascinante” vedere come nasce un democrazia, e che il confronto poteva permettere i evitare errori. Ha poi chiesto se la popolazione era coinvolta n processo di democratizzazione e riconciliazione.  Eva Klotz ha  sottolineato le differenze tra la realtà sudtirolese e quella irakena, evidenziando però i punti che possono essere comuni, come la volontà di coinvolgere di tutti, di dare pari dignità e pari diritti, di garantiti i diritti umani. La consigliera ha poi fatto riferimento alla situazione dei curdi, evidenziando che la SüdTiroler Freiheit vuole raggiungere un altro obiettivo per il Sudtirolo, ovvero l’autodeterminazione.  Pius Leitner si è detto stupito di vedere tanta disponibilità alla conciliazione dopo due guerre: “Noi ci abbiamo messo molto di più”. Ha poi sottolineato anche da parte sua che l’Autonomia non è l’obiettivo finale, e criticato l’influenza dell’’Unione Europea, che impone le sue leggi ma non è in grado di gestire i problemi della popolazione. Ha infine chiesto informazioni su intenti democratici della Turchia, che intende entrare in Europa. Donato Seppi ha invitato a non confondere “la parola libertà con la parola democrazia, che possono a volte essere in contrasto”, ed evidenziato la forte presenza americana in Irak: “Anche in Italia siamo stati liberati dagli americani ma ne subiamo la dittatura economica, anche se non paragono certo Saddam agli USA”. Ha poi ipotizzato che gli USA non sarebbero intervenuti in Irak senza il petrolio, affermazione applaudita dagli irakeni. Maurizio Vezzali ha sottolineato che il modello altoatesino è un grande risultato del dialogo e della democrazia, e invitato a seguire sulla strada del rispetto e del dialogo, che hanno permesso agli altoatesini di essere liberi di confrontarsi. Hans Heiss ha evidenziato l’importanza della riconciliazione, un termine che secondo lui non era mai stato messo al centro dell’esperienza altoatesinae. La riconciliazione, ha aggiunto, richiede giustizia e pari dignità per tutti i gruppi etnici, confessioni e partiti. Ha quindi chiesto qual è il rapporto dell’Irak con la Siria. Martha Stocker si è detta stupita dell’affinità di quanto dichiarato da persone che hanno storie e appartenenze diverse. Ha quindi sottolineato che in provincia di Bolzano c’era voluto molto più tempo per arrivare a dove gli irakeni erano arrivati oggi, e ricordato l’esperienza del gruppo linguistico tedesco, che aveva dovuto lottare a lungo per ottenere una vera Autonomia. La consigliera ha quindi citato il principio della proporzionale, che garantisce giustizia, e della rotazione linguistica al vertice del Consiglio provinciale: “Soluzioni ragionevoli che permettono una compartecipazione”.  Nei successivi interventi degli ospiti irakeni sono state ricordate la storia e la millenaria cultura irakena, l’atteggiamento ancora ostile della Turchia verso il Kurdistan, il ruolo ambivalente degli USA per la liberazione da dittatura di Saddam, che non impedisce un atteggiamento indipendente degli irakenila necessità di sostenere il popolo siriano e di garantire, in Irak, i diritti individuali, il fatto che il Kurdistan non aveva mai chiesto l’indipendenza, ma un Irak federale. Molto interesse è stato dimostrato per il sistema della proporzionale, la cui introduzione è resa difficile, in Irak, dalla mancanza di un censimento chiaro, a causa di deportazioni.  In chiusura del confronto, Ala Talabani l’ha definito molto utile, e ha auspicato di poterlo continuare anche in futuro, restando in contatto con le istituzioni locali. Insieme agli altri componenti della delegazione, ha poi evidenziato l’apertura della popolazione irakena, oppressa finora dalla dittatura ma disponibile al dialogo, anche tra religioni. Anche le donne sono lí considerate alla pari, tanto che nella nuova costituzione é stata prevista la quota femminile minima del 25%, é stato detto con orgoglio. Antonella Caruso ha ringraziato il Consiglio provicniale per l’esperienza costruttiva e molto positiva. II pres. Mauro Minniti ha sottolineato che, per la sua opera di conciliazione e quindi di pacificazione, il caucus irakeno andrebbe proposto per il Nobel per la Pace. Ha poi augurato che le “componenti” irachene procedessero con “ottimismo”, apprezzando particolarmente questo termine proposto da un componente della delegazione irakena, e invitato ad essere disponibili ai compromessi sulla strada della riconciliazione.

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MINNITI AD INNSBRUCK INCONTRA VAN STAA

Minniti incontra il presidente della dieta tirolese van Staa Amicizia e collaborazione fra le tre province tra i temi dell’incontro a Innsbruck. Minniti: “Ampliare la collaborazione anche alle province confinanti a est, ovest e sud.”   “Se per i sudtirolesi il Land Tirolo è garanzia di amicizia, per gli altoatesini esso è, e continuerà ad essere, garanzia d’equilibrio”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio provinciale di Bolzano Mauro Minniti in visita ad Innsbruck nel pomeriggio di oggi al Presidente del Land Tirolo Herwig van Staa. Minniti si è anche soffermato sul ruolo del Dreierlandtag. Per il Presidente altoatesino “occorre rafforzare i legami fra le tre Province del Tirolo, di Trento e di Bolzano e ragionare anche sull’opportunità di ampliare la partecipazione ai lavori alle province confinanti ad est, ovest e sud della provincia di Bolzano e di quella di Trento. Questo – ha detto Minniti – per favorire soluzioni comuni di problemi comuni fra aree geografiche, penso in particolar modo al bellunese, similari. Il GECT è un’opportunità di crescita che dobbiamo cogliere ed è in questo contesto che sarebbe conveniente muoversi”, ha concluso il Presidente del Consiglio di Bolzano.

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CANONI ALLOGGI IPES: MINNITI E PONTE PREOCCUPATI: “COSI FACENDO GLI AFFITTI NON VERRANNO MAI RIDOTTI”

Il reinvestimento della totalità degli utili maturati nel 2010 dall’IPES e che ammontano quasi ad 11 milioni di euro fanno preoccupare il Presidente del Comitato inquilini IPES Gianfranco Ponte ed il consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti che, in una lettera alla Direzione dell’Istituto ora, vogliono sincerarsi del fatto che ciò non avvenga a scapito dell’inquilinato stesso. “E’ noto – precisa subito Ponte – che i soldi  recuperati nel 2010 vadano a azzerare le spese di manutenzione per gli alloggi esistenti che, per mancanza di fondi, sono state rinviate negli anni passati in attesa di tempi migliori. Ma ciò, avvenuto peraltro con il sacrificio dell’inquilinato IPES al quale si sono chieste maggiori partecipazioni economiche, significa che l’affittuario IPES non vedrà mai calare il proprio canone; ciò nonostante la forte crisi sociale ed economica che proprio un inquilino IPES, più di altri, si trova a vivere.” Il Consigliere provinciale del Pdl Mauro Minniti, dal canto suo, teme “che i nuovi investimenti finiscano per essere prosciugati dai programmi di manutenzione che gli inquilini si attendono. E’ ovvio che alcune opere di risanamento e manutenzione siano necessarie, ma ciò dovrebbe avvenire attraverso nuovi investimenti – conclude Minniti – senza che ciò finisca per penalizzare gli attuali inquilini i quali vedrebbero sfumare le promesse fatte dall’Istituto anche a riguardo di un ridimensionamento dei canoni di affitto”. Sull’argomento, Minniti ha anche rivolto un’interrogazione al Presidente della Giunta ed all’assessore competente.

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GRUPPO PARLAMENTARE IRACHENO IN CONSIGLIO PROVINCIALE – MINNITI: METTIAMO ANCHE NOI IL NOSTRO GRANELLO DI SABBIA

Il 23 giugno il gruppo parlamentare iracheno per la Riconciliazione Nazionale sarà ospitato in Consiglio provinciale, per un confronto su autonomia e minoranze. “Il Consiglio provinciale vuole mettere il suo granello di sabbia per contribuire al ritorno della democrazia in Iraq”, così il pres. Mauro Minniti

Il primo Caucus Parlamentare per la Riconciliazione Nazionale in Iraq sarà ospite del Consiglio provinciale il prossimo 23 giugno. Lo ha annunciato questa mattina il presidente del Consiglio provinciale Mauro Minniti, illustrando le modalità dell’incontro tra l’organo rappresentativo della provincia e la delegazione irachena, che avverrà la mattina di giovedì 23 giugno, nella sala sedute del Consiglio. Scopo della trasferta del gruppo parlamentare, a Bolzano dal 22 al 24 giugno, è uno scambio di opinioni in materia di autonomia, federalismo e tutela delle minoranze. “Sarebbe sbagliato pensare”, ha detto Minniti, affiancato da Antonella Caruso, promotrice e responsabile a Baghdad, fin dal 2008, del progetto «Dialogo di riconciliazione nazionale», sostenuto dal Ministero degli Esteri italiano, “che le risposte in termini di Autonomia possano provenire solo dall’esempio altoatesino: la nostra non è un’Autonomia esportabile nella sua generalità ed interezza, è infatti speciale per la sua peculiarità, ma anche per la sua unicità. Ma è corretto affermare che la nostra esperienza in tema di convivenza e di autonomia, la capacità di dare vita ad un percorso di collaborazione pacifica e di rispetto, possano rappresentare quei principi ispiratori per una riconciliazione anche in terra irachena. Per questo motivo pure il Consiglio provinciale di Bolzano vuole mettere il suo granello di sabbia per contribuire al ritorno in Iraq della democrazia, che rappresenta una situazione di normalità nella concezione universale, ma che è stato un valore a lungo negato in quella terra”.

Lo scambio di esperienze, ha confermato Caruso, sarà al centro dell’incontro tra il gruppo iracheno, composto da 16 parlamentari e tre ministri, e il Consiglio provinciale: “Il caucus rappresenta tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ed è composto da alte personalità desiderose di far conoscere la loro drammatica esperienza, ma anche di raccogliere spunti preziosi per affrontare le problematiche relative ai rapporti tra le diverse etnie, in particolare quelle araba, curda, turcomanna, e tra i diversi gruppi religiosi. Le informazioni su autonomia e federalismo saranno loro utili, in particolare, per gestire la regione autonoma del Kurdistan, la città di Kirkuk e il suo status”. In particolare, ha preannunciato Caruso, il gruppo iracheno cercherà informazioni sull’applicazione di bilinguismo e proporzionale: quest’ultima è già tema di discussione, in Iraq.

Anche i capigruppo Alessandro Urzì, Donato Seppi, Pius Leitner ed Eva Klotz, presenti alla conferenza stampa di oggi, hanno confermato il loro interesse all’incontro con la delegazione irakena, aperto a tutti i consiglieri e le consigliere: “Sarà molto interessante”, ha detto Klotz, “ascoltare quanto  ci vorranno raccontare della loro esperienza”

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TERRORISMO: MINNITI ESPRIME SOLIDARIETA’ AI CARABINIERI

Esprime piena solidarietà ai carabinieri ed a tutti gli uomini in divisa che operarono negli anni del terrorismo in Alto Adige il Consigliere provinciale del PdL Mauro Minniti. Da anni impegnato su una strada che vuole portare al recupero di una pagina di storia altoatesina strappata quale il decennio a cavallo degli Anni Cinquanta e Sessanta, tanto da avere scritto un libro, organizzato mostre e realizzato un documentario, Minniti pronuncia parole di ringraziamento per coloro che, in quegli anni, “erano schierati sul fronte della legalità a difesa di una Costituzione democratica, Costituzione che ci accompagna ancora oggi e che ha insegnato a scrivere quelle norme di tutela e di rispetto per le minoranze linguistiche che in Alto Adige sono una ricchezza aggiunta. Torture e sevizie non mi risulta siano avvenute; laddove ci sono state violenze, esse sono state sottolineate anche dagli atti giudiziari e perseguite chiaramente a dimostrazione che nel nostro Paese la democrazia non è a senso unico; purtroppo, però, pare che  la violenza venga condannata dalla Klotz, solo per proprio tornaconto, quando invece essa dovrebbe essere rigettata a prescindere da chi la compia, ancor più se ha procurato morti ed altre sofferenze per i sopravissuti. Così continuando – prosegue Minniti –  non si fa altro che alimentare uno scontro senza fine favorendo quei politici, di lingua italiana e tedesca, che sembra cerchino ancora le proprie fortune elettorali su quegli avvenimenti, quando invece la nostra provincia, intesa come terra e non  solo come istituzione, deve trovare il coraggio e la forza di affrontare quanto accaduto 50 anni fa con molta serenità, per reinserire nella storia altoatesina quelle pagine perdute degli anni passati che costarono dolore e rabbia. Su questo percorso sono impegnato seriamente da anni e continuerò ad esserlo; non mi limito, insomma ad accendere lumini”, conclude Minniti.

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